NEWSLETTER SULLA ZONA 5

Resoconto del Consiglio di Zona 5

a cura di

Luca Gandolfi

Iscriviti alla Newsletter e la riceverai gratuitamente nella tua E-mail

www.lucagandolfi.it

 

 

Resoconto del Consiglio di Zona 5 del 19/01/2006 monotematico sul “Patto Locale per la Sicurezza” del Contratto di Quartiere II° al Gratosoglio 

 

ORDINE DEL GIORNO

 

 

1 - CONTRATTO DI QUARTIERE II: Presentazione del “Patto Locale di Sicurezza” per il Contratto di Quartiere Gratosoglio.

 

Saranno presenti l’Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano, Guido Manca, le Società incaricate per la Progettazione Partecipata ed i soggetti locali coinvolti nelle attività.

 

 

-------------------------

 

 

orario di convocazione: 18.30

inizio effettivo alle ore: 18.49

 

Sono presenti:

- Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano, Guido Manca

- I Tecnici dell’assessorato alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano

- I responsabili della società EmmeErre

- padre Eugenio della Parrocchia Maria Madre della Chiesa

- I responsabili dell’associazione Antigua

- Il Comitato di Quartiere del Gratosoglio

- Alcuni Consiglieri provinciali

 

 

Appello: 27 presenti: 14 su 16 del centrosinistra / 13 su 25 del centrodestra

(altri arrivano nel corso della seduta)

 

 

 

 

Presidente del C.d.Z. 5: spiega che si tratta di un C.d.Z. 5 monotematico sul “Patto Locale di Sicurezza per il Contratto di Quartiere Gratosoglio.

Precisa che quella di stasera è una seduta di C.d.Z. che ha le sue regole.

Spiega lo svolgimento della serata che avrà la seguente scaletta di interventi:

 

- prima dell’inizio formale del C.d.Z. 5 il tradizionale spazio riservato agli interventi dei cittadini

- Introduzione dell’Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano, Guido Manca

- Interventi degli incaricati della progettazione partecipata e degli altri soggetti locali coinvolti nelle attività

- Dibattito (interventi dei consiglieri di zona)

- Risposte e conclusioni dell’Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano, Guido Manca

 

 

 

 

INTERVENTI DEI CITTADINI

 

Sig. E. Brusatori – di “Gratosoglio informa”: vista la presenza dell’Assessore e del suo staff li informa di tutte le principali denunce che “Gratosoglio informa” ha fatto in questi ultimi mesi: i vari problemi relativi di gestione dei cantieri dell’Aler; come vengono svolti i lavori; le pattumiere a cielo aperto; i ritardi del Comune nel tenere pulite strade e marciapiedi dopo la nevicata; insomma un po’ tutto quanto abbiamo letto e ascoltato negli ultimi mesi.

Chiede nuovamente la convocazione di un C.d.Z. 5 straordinario sul Gratosoglio, questa volta supportato da più di 500 firme di cittadini, cioè il numero necessario per far valere l’Art. 7 del Regolamento del Decentramento. 

 

Sig. G. Romeo: condivide i rilievi fatti nell’intervento precedente. Sottolinea che l’assenza delle istituzioni è inqualificabile. Complessivamente hanno ormai raccolto più di 1400 firme e sono quindi un soggetto politico. Consegna un CD con i testi e le fotografie di tutte le denunce portate avanti da “Gratosoglio informa” in questi mesi. Ne dà una ulteriore copia in omaggio all’Assessore

 

 

 

 

Presidente del C.d.Z. 5: precisa che i lavori di questa sera riguardano il Patto Locale per la Sicurezza da attuare al Gratosoglio nell’ambito del Contratto di Quartiere II°. Ad illustrarlo al C.d.Z. 5 saranno l’Assessore alla Sicurezza, vari esperti e i vari soggetti del territorio che hanno preso parte al C.Q. II°.

 

 

 

 

 

- Introduzione dell’Assessore:

 

Guido Manca - Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano: dopo aver sottolineato l’importanza del tema della sicurezza per Milano e aver rilevato che spesso sono molto sentiti nei quartieri popolari, illustra per sommi capi cosa è il “Patto Locale per la Sicurezza” e quali sono gli obiettivi che si pone.

In estrema sintesi, i Patti Locali per la Sicurezza si pongono l’obiettivo di fare prevenzione sociale per la sicurezza.

I Patti Locali per la Sicurezza si suddividono in tre macro aree di intervento: 1) area formazione/informazione; 2) area accoglienza/ascolto; 3) area integrazione sociale e animazione. Per ogni area viene poi sviluppata una serie di azioni rivolte un po’ a tutte le fasce di utenza: giovani, bambini, anziani, famiglie, stranieri.

I Patti Locali per la Sicurezza nascono da un lavoro condiviso di analisi dei bisogni svolto all’interno del quartiere attraverso lo strumento dei Laboratori di Quartiere, volto ad individuare le aree maggiormente problematiche, per porre le basi alle possibili proposte di intervento. Lo scopo è quello di porre l’accento su operazioni di prevenzione per la sicurezza, dopo una fase in cui si è stabilito il controllo del territorio.

Molti sono i problemi che sono emersi: si va dalle occupazioni abusive ai problemi legati all’immigrazione clandestina.

Il Patto Locale per la Sicurezza si organizza per la sua attuazione attraverso gruppi di lavoro, ciascuno rivolto su un particolare aspetto problematico e composto da vari soggetti attuatori (associazioni, comitati, istituzioni).

Come detto, il Patto Locale per la Sicurezza pone l’accento sull’aspetto della prevenzione attraverso una serie di azioni sociali e politiche sul territorio, ma ciò può avvenire solo dopo che si è stabilito il controllo del territorio.

Sottolinea il problema dell’immigrazione clandestina che ritiene decisiva nella formazione di criminali.

Rileva come i quartieri popolari siano spesso abitati in prevalenza da una popolazione di anziani ed il problema della sicurezza diventa quindi anche un problema di prevenire le truffe agli anziani.

Ritiene che l’attuazione del Patto Locale per la Sicurezza sia molto importante per garantire la serenità della vita dei cittadini.

 

 

 

 

 

– Interventi degli incaricati della progettazione partecipata e degli altri soggetti locali coinvolti nelle attività

 

Dott. Paolo Bortolussi – Società EmmeErre per la progettazione partecipata tramite il Laboratorio di Quartiere: ha spiegato quello che è stato il lavoro fin qui svolto dal Laboratorio di Quartiere, sottolineando come l’individuazione delle aree problematiche per il Patto Locale per la Sicurezza sia stata realmente partecipata. Si è cercato n questo modo, attraverso una serie di incontri con i cittadini e le varie realtà associative del quartiere, di individuare quali fossero i problemi reali a cui era necessario dare una risposta.

Spiega poi quali sono state alcune delle tematiche che sono emerse: la richiesta di riqualificazione del verde, ma anche la necessità di gestirlo adeguatamente, per evitare che una volta riqualificato se ne vada in malora in poco tempo; creare dei fondi per l’imprenditoria da utilizzare per rispondere ai bisogni della gente; creare e valorizzare degli spazi sociali.

Il Patto Locale per la Sicurezza non vuole essere solo repressione e controllo, ma anche e soprattutto una integrazione sociale volta a creare le condizioni per la sicurezza. È necessario quindi trovare nuove risorse per il sociale.

 

Padre Eugenio – parroco della Parrocchia Maria Madre della Chiesa: ha sottolineato con viva passione l’importanza del lavoro sociale che le varie realtà presenti sul territorio del Gratosoglio (associazioni, comitati, ecc.) hanno portato avanti in questi anni per cercare di ridurre le situazioni di disagio. Tutte queste realtà che sono presenti sul territorio del Gratosoglio hanno cercato di individuare le aree problematiche e al tempo stesso di individuare le risorse che il territorio può offrire.

Sottolinea che riqualificare il gratosoglio non può essere solo una operazione di risanamento edilizio, deve anche essere presente una serie di interventi di carattere educativo volti a creare le condizioni per una convivenza civile. Chiede che si investa di più per gli aspetti educativi.

Per quanto riguarda le aree problematiche ha puntato l’attenzione sul problema della dispersione scolastica che riguarda ovviamente i giovani e per il quale è necessario mettere a punto dei moduli educativi; ed al tempo stesso ha rivolto l’attenzione agli anziani, assai numerosi nel quartiere, che non devono essere visti come un problema ma anzi come una importante risorsa. Il progetto sarebbe quello di cercare di unire le due generazioni, valorizzando le esperienze professionali delle generazioni più anziane in modo che vengano trasmesse alle nuove generazioni. Un lavoro educativo certamente difficile e lungo, come ha ammesso lo stesso padre Eugenio, ma anche qualitativamente molto importante.

 

Raffaele Tizi – Associazione “Antigua”: ha illustrato gli ambiti di cui si occupa, insieme ad altre associazioni e realtà del territorio, all’interno del Patto Locale per la Sicurezza. Ha spiegato che ciascuna delle associazioni porta il suo bagaglio di esperienza sul territorio.

L’associazione Antigua, insieme alle altre associazioni e realtà del territorio inserite nel C.Q. II°, si occupa di varie azioni da compiere nelle aree tematiche.

Per quanto riguarda l’area “educazione alla cittadinanza” prevede vari tipi di azioni: una proposta alla scuole elementari e medie del quartiere di moduli di educazione alla cittadinanza tenuti da esperti dei vari settori; una animazione negli spazi aggregativi dei bambini rivolto ai più piccoli per cercare di stimolare l’educazione alla cittadinanza attraverso il gioco; la creazione di un vademecum rivolto a tutti coloro che hanno a che fare con il mondo dell’educazione. Per l’area “stranieri” si è pensato invece ad uno sportello itinerante informativo e di accompagnamento.  Per l’area “genitori” si è proposto a un programma di counselling e di gruppi di sostegno alla genitorialità per cercare di prevenire situazioni di grave disagio. L’ultima area è quella di un “laboratorio intergenerazionale” volto a mettere insieme generazioni che, per vari motivi, spesso fanno fatica a comunicare tra loro. In particolare si è pensato a dei laboratori in cui le persone anziane possano insegnare le loro competenze professionali ai ragazzi (lavorazione del ferro o del legno, cucina, composizioni floreali, ecc.).

 

Livio Manera – Comitato di Quartiere Gratosoglio: per quanto concerne i problemi legati alla sicurezza, ha sottolineato come negli ultimi mesi il Comitato abbia ricevuto diverse segnalazioni da cui emerge un peggioramento: occupazioni abusive degli alloggi; furti negli alloggi e nei negozi anche in pieno giorno. Per quanto riguarda poi il Patto Locale per la Sicurezza e i suoi contenuti, ha lamentato il fatto che non risulterebbe ancora finanziato. Il Comitato ha poi ricordato alcune proposte già avanzate a marzo 2005 per quanto riguarda la sicurezza nel quartiere: 1) la richiesta di un presidio fisso dei Vigili di Quartiere per il quale propongono la localizzazione nella ex portineria di via Baroni 10, sottolineando come il Vigile di Quartiere vada inteso come una figura vicina ai bisogni del cittadino operante all’interno di tutto il Gratosoglio (sia Nord che Sud); 2) ritenendo valida l’esperienza dei custodi sociali, il Comitato ne chiede il potenziamento attraverso la creazione di una seconda sede operativa da dislocare nel Gratosoglio Sud in via Baroni 254 in un ex negozio vuoto da anni; 3) chiedono di rivedere le metodologie di assegnazione degli alloggi che altrimenti rimangono vuoti per troppo tempo e conseguentemente occupati abusivamente; 4) invitano il Comune e l’Aler ad iniziare al più presto i lavori di manutenzione straordinaria del Gratosoglio, in stato di grave degrado e che da troppi anni attendono un risanamento.

 

 

 

 

 

- Dibattito:

intervengono i consiglieri:

 

Pioli (IdV): ringrazia tutti. Dice di aver ascoltato con attenzione l’intervento dell’Assessore e di aver apprezzato lo sforzo che sta facendo, ma sottolinea come non sia abbastanza visto che i reati all’interno del gratosoglio sono in aumento.

Dice inoltre che le Forze dell’Ordine in zona sono carenti: non si vedono in giro. Chiede all’Assessore di intervenire sulle Forze dell’Ordine per una loro maggiore presenza sul territorio.

Ritiene meritorio il lavoro fatto dalle associazioni. Condivide il progetto illustrato da padre Eugenio, anche se ritiene che sarebbe compito delle istituzioni.  

 

Fumagalli (M): ringrazia l’Assessore ma soprattutto gli operatori. La sicurezza è importante ma dice no alla repressione e dice no a creare una ipersensibilità al problema. Gli piace poco però la tecnologia, il camper. La sicurezza deve crescere nel territorio tra le persone.

Cosa ha fatto in questi anni l’amministrazione al Gratosoglio? Ha ristrutturato il CAM Gratosoglio, ma mandando via una associazione di giovani. Il Gratosoglio aveva un punto prestito libri che ora è stato chiuso. Questi sono fatti che mostrano delle contraddizioni  tra gli annunci dell’Assessore e l’operato della sua Giunta.

Se si vuole riqualificare il gratosoglio bisogna mettere una biblioteca ne quartiere, bisogna investire nel Centro Giovani. Bisogna aiutare Lo Scrigno, L’Impronta, il Centro Vismara. Deve far crescere le realtà del quartiere.

 

Trimboli (PDCI): ricorda che il C.Q. II° del Gratosoglio riguarda solo una parte del quartiere, mentre sarebbe necessaria una riqualificazione di tutto il Gratosoglio. Si augura che a breve salga una Giunta di diverso colore politico che risolva i problemi di tutto il Gratosoglio.

Bisogna ascoltare la gente che al Gratosoglio ci vive e che chiede più vivibilità. Si dice contrario ad abbattere alberi che sono lì da anni.

La sicurezza non può essere una passerella o una politica di annunci. La sicurezza non può essere repressione, deve essere prevenzione, bisogna creare le infrastrutture sul territorio e valorizzare il tessuto sociale. Contesta la demagogia che si sta facendo sul Poliziotto di Quartiere.  

 

Berdot (DS): si dice contraria all’uso delle telecamere per risolvere i problemi di sicurezza, visto che tanto nessuno le guarda. Avanza anche il dubbio che si usi la politica dell’annuncio delle telecamere mettendo delle semplici scatole vuote con il solo scopo di dissuadere. Si riempiono stanze di bobine che nessuno guarda.

Il quartiere una volta era vissuto. Ora i bambini vengono messi davanti alla tv e non usano più l’aggregazione. Ci vogliono dei servizi aperti alla cittadinanza. Nel CAM c’era una convivenza tra giovani e anziani, ma ora è prevalentemente un centro anziani. Si dice favorevole all’autogestione.

 

Zaolino (M): ringrazia padre Eugenio per il suo intervento e al suo lavoro sul territorio che colma le lacune delle istituzioni che sono completamente assenti.

Ringrazia anche le associazioni per il lavoro che svolgono e per il ruolo importante che hanno avuto per ottenere il Contratto di Quartiere. Si lamenta per la localizzazione scelta per le due strutture, la casa per giovani coppie e la casa degli studenti. Si pone dei quesiti sull’area dove sono iniziati i lavori per i box e le eventuali speculazioni, un’area dove si poteva mettere la casa per studenti.

L’amministrazione sta distruggendo il quartiere. Ha cambiato il nome dei CTS (Centri Territoriali Sociali) in CAM (Centri Aggregativi Multifunzionali) perché al centrodestra da fastidio la parola “Sociale”. Nel CAM è stato eliminato il punto di prestito libri, che era molto utile. Chiede che il Comune rimetta una biblioteca nel quartiere.  

 

Pavoni (DS): chiede che il C.d.Z. 5 partecipi realmente, e non solo episodico, ai lavori dei Patti Locali per la Sicurezza e agli altri lavori per il C.Q. II°. Importante il contributo che è stato dato da tutte le realtà presenti sul territorio. L’amministrazione ha il compito di mettere in piedi le strutture per favorire il lavoro delle associazioni. Non bastano gli annunci.

 

Gandolfi (indipendente di CentroSinistra): ringrazia tutti i presenti. Chiede all’Assessore e allo staff del suo assessorato cosa ne sia stato della proposta che il C.d.Z. 5 ha votato all’unanimità (o quasi) circa una serie di modifiche da apportare al Regolamento per il Comitato del Contratto di Quartiere II del Gratosoglio. Questo C.d.Z. 5, nell’ottica di garantire una effettiva e reale possibilità di partecipazione, una partecipazione che fosse efficace, cioè in grado di ottenere dei risultati, chiedeva una serie di modifiche e l’eliminazione alcuni vincoli (come il voto all’unanimità) che erano presenti in quel Regolamento.

Ha apprezzato alcuni passaggi dell’intervento dell’Assessore, anche se sul fronte politico opposto al suo. Questo perché ha ravvisato alcune proposte politiche e filosofie della sicurezza che di solito si trovano in ambienti di sinistra e non certo nel centrodestra a cui appartiene l’assessore. In particolare quando accennava al far prevalere interventi sociali sul territorio su quelli di repressione e ordine pubblico.

In altri passaggi l’Assessore ha dipinto una situazione quasi idilliaca che gli è parsa in forte contrasto con la realtà del quartiere descritta dagli interventi dei due cittadini. Conoscendo la realtà del Gratosoglio, sa bene che i problemi ci sono e sono tanti, anche di cattiva gestione.

Ricorda alcune delle denunce fatte negli scorsi C.d.Z. 5 dal sig. Brusatori, molte delle quali sono denunce rese ancora più gravi se si pensa che molti di quei problemi erano già stati sollevati in una delle prime interrogazioni che proprio il sottoscritto aveva presentato come consigliere nella passata legislatura. Si parla quindi di circa sei anni fa. Vuol dire che chi ha governato Milano in questi anni non è stato attento ai problemi del territorio ed in sei anni non è stato in grado di dare una risposta ai problemi reali che venivano segnalati e che sono ancora presenti oggi.

Ben venga il C.Q. II° che almeno da una risposta ai ritardi di anni, di decenni, anche se lui sarà contento solo quando li vedrà realizzati. Una mancata gestione del patrimonio pubblico sia del gratosoglio, sia di molti altri quartieri popolari di Milano.

Ben vangano anche gli interventi sul territorio di tipo educativo. Sotto questo aspetto si dice molto colpito dall’intervento di padre Eugenio sia per la serietà del lavoro svolto insieme alle altre realtà del territorio, sia per la passione che è trapelata dal suo intervento.

Trova molto importante questo lavoro insieme che viene svolto dalle varie realtà del territorio, mondi apparentemente distanti che però si ritrovano insieme per un obiettivo comune, il bene del Gratosoglio. Spera che per il bene del Gratosoglio (tutto, e non solo quella metà interessata dal C.Q. II°) si riesca a lavorare tutti insieme sui problemi concreti, sia con coloro che da decenni si occupano del quartiere, sia con quelli che sono arrivati solo nell’ultimo periodo. Non gli piace quando vede degli scontri tra quelle che dovrebbero essere le anime del quartiere e che dovrebbero invece lavorare insieme per il bene del Gratosoglio.

Cerchiamo inoltre di rendere reale la partecipazione.   

 

Ferrari (FI): so dice stupito dal taglio degli interventi. Riteneva che la serata dovesse essere un momento felice per il quartiere perché si discute di una serie di iniziative volte a migliorare il quartiere stesso.

Invece ha sentito molte lamentele. Dice che è meglio un bicchiere mezzo pieno piuttosto che uno vuoto, al di là che tutti preferirebbero un bicchiere pieno, ma bisogna fare il conto con le risorse a disposizione. Bisogna essere realisti.

La risorse spese non sono poca cosa, sono vari milioni di euro. Siamo comunque sulla strada buona per migliorare il quartiere. Non di tutto si deve fare carico l’amministrazione comunale. Una parte del lavoro può essere fatto dal tessuto sociale presente sul territorio. Lo stato non deve mandare i suoi esperti, ma può aiutare le realtà già esistenti sul territorio e che svolgono già un lavoro importante. Il percorso educativo che si sta facendo è molto importante anche se più lungo e difficile delle ristrutturazioni edilizie. Ringrazia tutti coloro che si sono rimboccati le maniche per il bene del quartiere.  

 

Rapillo (M): siamo riuniti per costruire qualcosa insieme. Forse è vero che i toni sono andati un po’ al di là delle righe.

Prima di parlare di sicurezza bisognava coinvolgere i cittadini. Sono arrivati i soldi della regione per la casa degli studenti. Chiede all’Assessore un impegno: la localizzazione della casa delle giovani coppie è sbagliata perché di fronte alla RSA per anziani, quindi troppo trafficata. Meglio o davanti a un supermercato o al di là del Lambro.

Importante anche lo studio della viabilità. Ricorda che per via saponaro 38 il centrosinistra aveva chiesto dei dissuasori di velocità, ma non sono ancora stati realizzati.

Si era inoltre chiesto di dare uno spazio alle associazioni, ma non è stato risposto nulla in proposito. Chiede cosa se ne farà della ex caserma dei Carabinieri.

Ha parlato di emarginazione giovanile, ma di fatto avete fatto in modo che una associazioni di giovani se ne andasse dal CAM Gratosoglio.

 

D’Ambrosio (AN): dice di aver apprezzato alcuni interventi dell’opposizione, quelli propositivi; meno gli altri. Loda l’ottica del progetto che viene concordato con la cittadinanza attraverso la partecipazione e si tratta di una innovazione degli ultimi anni che non ha dei precedenti.

A Trimboli replica che dalle relazioni ufficiali c’è una percentuale di reati più gravi in calo, anche a milano. Chiede quali siano le fonti di Trimboli. 

Per quanto riguarda il Vigile di Quartiere non può certo essere lui a risolvere tutti i problemi legati alla sicurezza e non può certo sostituire il lavoro della Forze dell’Ordine. C’è sicuramente un problema di coordinamento o di distribuzione delle Forze dell’Ordine sul territorio, come pure ci possono essere delle zone meno coperte o delle altre maggiormente problematiche, come il Gratosoglio.

Ha condiviso l’intervento di un cittadino che chiedeva l’apertura di un presidio nel quartiere. In un po’ tutti i quartieri periferici ci sono problemi di droga.

Per quanto riguarda il CAM o CTS replica a Zaolino che lei non ha alcun problema a chiamarlo Centro Sociale, visto che il termine “Sociale” faceva parte e veniva richiamato anche nella sigla del MSI. Ora comunque si chiama CAM ed opera sul territorio. Il gruppo anziani del Gratosoglio ha una sede nel CAM e la Gong, l’associazione di giovani a cui si faceva riferimento, ha trovato una sede a Rozzano.

 

Muzzana (M): chiede cosa stia succedendo qui questa sera? Cosa resta al C.d.Z. 5? Abbiamo speso i soldi dei contribuenti per i gettoni del Consiglio e basta. Avevamo chiesto di inserire dei rappresentanti del C.d.Z. 5 all’interno degli organismi del Contratti di Quartiere II° ma nessuno ci ha risposto.

 

Zucco (FI): replica a Muzzana che per quanto riguarda i gettoni propone che se si vuole far risparmiare il Comune, quando ci sono serate in cui non è necessario votare, chi vuole se ne rimanga a casa.

Ringrazia tutti gli intervenuti per lo spessore che hanno dato alla serata. Questa sera si sono fatti parlare i fatti e i soldi ben spesi. È stato un successo della politica. Giusto lasciare spazio alle associazioni e alle realtà del territorio affinché gestiscano la vita quotidiana del quartiere, certo con il sostegno delle istituzioni, soprattutto per quanto riguarda il tema della sicurezza la cui gestione non va lasciata solo ai cittadini.

Sottolinea il valore del metodo scelto che valorizza il lavoro del territorio come il lavoro delle parrocchie. Il ruolo vero del politico è quello di dare gli strumenti per far gestire le cose, senza gestirle in prima persona, altrimenti di solito si fanno i pasticci.

 

Presidente del C.d.Z. 5: il Gratosoglio ancora una volta si è dimostrato un quartiere vivo di partecipazione, anche nelle sue contraddizioni. Si è messa in campo una serie di forze positive che hanno fatto sì che si arrivasse al C.Q. II°. Loda l’attività della scuola popolare di padre Eugenio.

 

 

 

 

– Risposte e conclusioni dell’Assessore

 

Guido Manca - Assessore alla Sicurezza e Periferie del Comune di Milano: ringrazia tutti. L’argomento della serata era il Patto Locale per la Sicurezza. Molti consiglieri hanno inteso ampliare i loro interventi a tutti il Contratto di Quartiere del Gratosoglio, riprendendo i temi fondamentali. Non si vuole sottrarre ai temi posti.

Sottolinea come i C.Q. II° siano strumenti politicamente e burocraticamente molto complessi. Il male italiano è la burocrazia. Ricorda tutte le tappe del C.Q. II°.

Il 25 gennaio si insedierà l’organismo chiave del C.Q. II°. All’interno di questi organismi ci sono anche i rappresentanti del Consiglio di Zona. Nel Comitato per l’Attuazione del C.Q. II° è un organismo che non abbiamo inventato noi ma che è previsto.

Torna al problema della sicurezza che è uno dei problemi centrali di qualsiasi amministrazione di una grande città, insieme a traffico e inquinamento.

Alla consigliera che non gradiva le telecamere ricorda che proprio di recente è stato rifatto un sondaggio per verificare quanto i milanesi gradissero o meno le telecamere per la sicurezza: nel 2004 erano gradite dal 85% dei cittadini e dal 90 % dei commercianti; nel 2005 vi è stato un ulteriore incremento del gradimento con il 90 % dei cittadini e il 96 % dei commercianti.

Si dice convinto che su questo aspetto l’amministrazione sia sulla strada giusta.

Prima le  immagini venivano custodite per sole 48 ore, ora rimangono a disposizione per una settimana.

Si dice anche soddisfatto dell’efficacia dimostrata dalle telecamere che in alcuni casi hanno permesso di sgominare bande di truffatori o di spacciatori di droga come al quartiere Fulvio testi o al quartiere San Siro.

Precisa al consigliere gandolfi che non gli pare di aver detto di essere più favorevole alle risposte di socialità sul territorio. Precisa in ogni caso che solo dopo che il territorio è sotto controllo tramite la Polizia Locale (per quanto compete al comune) e attraverso la tecnologia, solo allora si può ricorrere alla socialità e ai servizi sociali.

Negli ultimi anni il Comune di Milano è stato vittima di vandalismi che hanno provocato ogni anno circa 2,5 milioni di euro.

Certamente la rete sociale posta sul territorio aiuta a mantenere una situazione di sicurezza, ma ribadisce quanto sia fondamentale il controllo del territorio tramite le Forze dell’Ordine. Compito fondamentale delle Forze dell’Ordine è garantire il rispetto delle regole e della legalità.

Prima di tutto va garantita la legalità con il controllo del territorio.

Accetta anche le critiche sui Vigili di Quartiere, ma annuncia che verranno potenziati e ristrutturati per far sì che rispondano ai compiti che originariamente si erano pensati per i Vigili di Quartiere che oggi si trovano spesso a fare di tutto.

Lamenta il fatto che non sempre i cittadini sono in regola, anche quelli che si lamentano. La sicurezza nelle zone deve essere partecipata, concordata, gestita insieme, una sicurezza di sistema. Deve coinvolgere tutti quelli che hanno a cuore la normalizzazione del quartiere.

Ricorda che l’assessorato alla Sicurezza non ha molti fondi a disposizione, ne ha di più come Periferie.

Si complimenta con tutto il C.d.Z. 5 e con tutti quelli che hanno preso parte alla serata. La partecipazione agli organismi politici con la passione che ha visto, e anche con le critiche, è qualcosa di positivo.

La sicurezza non è un bene di destra o di sinistra, ma di tutti i cittadini di Milano.

 

 

 

 

 

Presidente del C.d.Z. 5: alle 21.02 circa dichiara chiuso il C.d.Z. 5.

 

 

        

Luca Gandolfi - Dottore in Scienze Politiche

c/o Consiglio di Zona 5 - v.le Tibaldi 41  20136 Milano MI

E-Mail