a cura di Luca Gandolfi

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Resoconto del Consiglio di Zona 5 del 11/02/2003 straordinario sulle proposte di modifica dello Statuto del Comune di Milano

 

Appello: 29 presenti: 14 su 16 del centrosinistra / 15 su 25 del centrodestra

(altri arrivano nel corso della seduta)

 

Il Presidente nomina gli scrutatori: De Padua (FI), D'Ambrosio (AN), Trimboli (PDCI)

 

Presidente del C.d.Z. 5:

a) esprime le condoglianze del Consiglio al consigliere Berti per un lutto in famiglia

b) spiega il percorso scelto per il parere del C.d.Z. 5 sulle modifiche allo Statuto: 1) il Consiglio di questa sera in cui si aprirà il dibattito sul tema; 2) un gruppo di lavoro mercoledì 12.02.2003 che stenderà un documento comune (se possibile)

 

Esame e parere sulle proposte di deliberazione d'iniziativa consiliare per la modifica dello Statuto del Comune di Milano pervenute e distribuite a tutti i consiglieri di zona:

 

 

DIBATTITO

Intervengono i consiglieri:

 

Fumagalli (M): ritiene che l'iter scelto sia scorretto: sarebbe stato più logico che prima vi fosse la riunione del gruppo di lavoro e che poi il C.d.Z. discutesse sulla proposta formulata dal gruppo di lavoro.

 

Luccietto (FI): favorevole alla discussione di questa sera per cercare un intento comune che poi il gruppo di lavoro riassumerà in documento basato sulle indicazioni emerse in C.d.Z. 5. Ricorda inoltre che più volte il C.d.Z. 5 si è espresso all'unanimità su materie relative al decentramento.

 

Trimboli (PDCI): bisogna respingere la proposta fatta dal CentroDestra comunale che va nella direzione opposta l decentramento. Legge poi un testo scritto.

 

De Allegri (DS): si stupisce dei pochi consiglieri di maggioranza presenti (16) per un argomento così importante. La proposta della maggioranza del consiglio comunale non va nella direzione del decentramento. Ricorda che il C.d.Z. 5 ha spesso trovato l'unità sulla materia del decentramento e ricorda alcuni casi. Il Regolamento Lucchini oggi vigente è spesso inapplicato. No alla proposta di modifica dello Statuto di Albertini. Legge il documento del CentroSinistra in comune.

 

Fumagalli (M): si dice contrario a ridurre l'esame dello Statuto alla sola parte relativa al decentramento. Ha letto sia la proposta della maggioranza che quella del centrosinistra in comune cercando di ragionare basandosi sui principi e non su preconcetti di parte. La democrazia e il decentramento devono essere dei valori fondamentali e la proposta della maggioranza in comune va nella direzione opposta. Alcuni esempi: Art. 30 distrugge i gruppi consiliari minori; Art. 44 ragiona sui poteri della Giunta e da poteri enormi al Sindaco; Art. 49 e 56 riducono la partecipazione dei cittadini. Qual è la democrazia voluta da Albertini? È una "democrazia decisionale". Io preferisco una democrazia partecipata. Credo che tutto il consiglio debba essere contrario alla proposta di Albertini nel Titolo 7 sul Decentramento che viene praticamente svuotato.

 

Apuzzo (LDP): la necessità di riformare lo Statuto offriva un'occasione preziosa per realizzare un progetto di città metropolitana e un vero decentramento, purtroppo è stata un'occasione persa. Nella proposta della maggioranza comunale mancano le culture delle forze politiche di maggioranza, questo perché si tratta di una proposta blindata del Sindaco. Una proposta che prevede una serie di aumenti dei poteri del Sindaco (Art. 57 e 59). Allo stesso tempo vengono sviliti i poteri e i ruoli dei Presidenti delle Zone e del decentramento. Il Sindaco vuole mettere in piedi una macchina comunale senza "intralci democratici". Una simile proposta è inaccettabile. Bisogna invece valorizzare la partecipazione.

 

Marzocco (FI): "la proposta della maggioranza in comune mi fa sc … [si interrompe e cambia parola] mi fa pena e non la difenderò". La proposta del centrosinistra comunale è demagogica. La condizione pietosa in cui si trova oggi il decentramento è il risultato dell'operato di tutti coloro che in tutti questi decenni hanno governato Milano. la democrazia rappresentativa non da e non deve dare poteri assoluti a nessuno. Giudizio negativo sulla proposta del centrodestra relativa agli Art. 11, 12, 14 sul referendum. Giudizio negativo anche verso la proposta del centrosinistra che vede i servizi pubblici gestiti solo dal pubblico e ritiene la proposta del bilancio partecipato demagogica. Ritiene invece più interessante la proposta del centrosinistra per quanto riguarda il decentramento.

 

Pavoni (DS): la riforma dello Statuto non è solo "un adeguamento alla legislazione" come qualcuno vorrebbe far credere. Ci sono invece presenti molti elementi nuovi, ma che non rappresentano un passo in avanti, bensì una involuzione. Giudizio negativo sulla proposta del centrodestra in comune che riduce le possibilità di partecipazione dei cittadini. Ricorda la tradizione di posizioni unitarie del C.d.Z. 5 sul tema del decentramento.

 

Rusconi (AN): concorda con le critiche fatte da Marzocco (FI). Questa è un'occasione storica perché il C.d.Z. 5 faccia sapere il suo parere sul decentramento. La proposta di Albertini nasce dalla "castrazione" del ruolo dei consiglieri di maggioranza in comune. "C'è da vergognarsi" per il testo che ha prodotto la maggioranza in comune che costituisce uno spregio del decentramento e delle regole delle democrazie rappresentative. I valori e le regole delle democrazie rappresentative non sono presenti nella proposta del centrodestra in comune. La rappresentanza parte dal basso, non dall'alto. si dice convinto che i C.d.Z. rappresentino di più la volontà dei cittadini rispetto ai 60 consiglieri comunali e vedrebbe meglio un consiglio comunale composto di soli 27 membri, tre per ogni zona. È scandalosa la castrazione del Consiglio comunale e della democrazia presente nella proposta Albertini.

 

Revelli (FI): la proposta della maggioranza in comune non è tutta sbagliata. Le riforme istituzionali non sono mai "per sempre". Ricorda inoltre che sono in corso le modifiche al titolo V della Costituzione che porteranno alla conseguente modifica di tutti i regolamenti e Statuti. Per quanto concerne la proposta di Statuto, ricorda che c'era un gruppo di lavoro che lo ha preparato e la società civile e le associazioni potevano dare il loro contributo. Affronta poi la tematica della fiscalità e delle fonti finanziarie.

 

Camilleri (LN): la proposta di riforma dello Statuto prodotta dal centrodestra in comune è "indecente e vergognosa". L'esautorazione dei C.d.Z. è scandalosa. Il Sindaco dimostra di avere una strana visione della rappresentatività popolare, come emerge dall'intervista apparsa su La Padania di oggi (11.02.2003). Un ente pubblico è diverso da un'azienda privata. La Lega è sempre stata per il decentramento e rigetta quindi la proposta del Sindaco che annulla praticamente il ruolo del decentramento.

 

Gandolfi (indip. di CentroSinistra): dice bene Apuzzo (LDP) quando sottolinea che si tratta di una "proposta del Sindaco" e che in essa non vi è traccia delle culture e delle tradizioni politiche delle forze di maggioranza. Che si tratta di una proposta del Sindaco è risultato evidente questa sera dagli attacchi e dalle critiche mosse alla proposta anche dai banchi della maggioranza. Concordo col consigliere Fumagalli (M) quando dice che non dobbiamo limitare la nostra analisi e il nostro parere al solo titolo 7 (decentramento) ma dobbiamo occuparci di tutto l'impianto dello Statuto che riguarda poi la struttura democratica che assumerà il Comune di Milano. Il Sindaco nella sua proposta ha inteso proporre un modello aziendale e dirigista che non può essere applicato nelle istituzioni democratiche poiché in chiaro contrasto con i valori e le regole fondamentali di ogni democrazia rappresentativa. La proposta del Sindaco umilia la democrazia e la partecipazione dei cittadini ed è estremamente preoccupante. Da un lato attribuisce al Sindaco pieni poteri su quasi tutto, annullando il ruolo del Consiglio comunale e dei partiti; dall'altro riduce anche gli strumenti di partecipazione dei cittadini con la proposta di elevare le firme necessarie per chiedere i referendum dall'attuale 1,5% ad un impossibile 10% (Art. 11, 12, 14). Di fatto la proposta del Sindaco riduce il confronto democratico con la volontà dei cittadini al solo momento del voto ogni cinque anni. Non è questa la democrazia rappresentativa. Le democrazie rappresentative hanno bisogno di aumentare le occasioni di partecipazione dei cittadini alla vita politica, non di diminuirle. Spero che il C.d.Z. 5, come è accaduto spesso quando si parlava di decentramento, trovi una posizione comune contraria alla proposta del Sindaco e che vada nella direzione di una valorizzazione del decentramento, della democrazia e della partecipazione dei cittadini.

 

Armanini (PRC): Rusconi ha detto che "bisogna farsi sentire". Ma da chi? Chi ascolta i C.d.Z.? La stampa e i media parlano poco di questa riforma dello Statuto e della proposta della maggioranza (o del Sindaco) in consiglio comunale che va in direzione contraria alla democrazia e al decentramento. Bisogna dire un forte no a questa proposta.

 

Presidente del C.d.Z. 5: il dibattito è terminato. Domani si riunirà il gruppo di lavoro e giovedì discuteremo la posizione emersa dal gruppo di lavoro.

 

        

Luca Gandolfi - Dottore in Scienze Politiche

c/o Consiglio di Zona 5 - v.le Tibaldi 41  20136 Milano MI

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