a cura di Luca Gandolfi

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Resoconto del Consiglio di Zona 5 del 16/09/2002 sulla riforma del Decentramento a Milano

 

Sono presenti in aula alcuni rappresentanti di associazioni sportive preoccupati per le problematiche inerenti la concessione di strutture sportive da parte delle scuole.

 

Presidente del C.d.Z. 5: spiega però che quello in programma è un C.d.Z. straordinario e monotematico e che non è previsto il tradizionale spazio per gli interventi dei cittadini prima dell'inizio del Consiglio.

 

La scaletta della serata prevede:

A - presentazione dell'Assessore al Decentramento, G. Gallera, della delibera della Giunta di Trattazione di Massima relativa alle deleghe da attribuire alle zone.

B - dibattito sul tema con interventi dei consiglieri di zona

C - replica dell'Assessore

 

A - presentazione dell'Assessore al Decentramento, G. Gallera, della delibera della Giunta di Trattazione di Massima relativa alle deleghe da attribuire alle zone:

 

G. Gallera (FI) Assessore al Decentramento: informa che anche lui nel '90 è stato consigliere di zona e conosce quindi le problematiche delle zone. Fa la storia dei C.d.Z., dalle origini ad oggi e attribuisce ai C.d.Z. il ruolo di luogo per ricevere i cittadini e creare consenso elettorale. Afferma che la crisi del decentramento si è manifestata nel momento in cui vi è stata la crisi dei partiti.

Nel primo mandato della Giunta Albertini (1) ci si è occupati della riduzione del numero delle zone da 20 a 9, scegliendo anche un sistema elettorale (proporzionale con premio di maggioranza) che fosse in grado di garantire la governabilità.

Nel secondo mandato della Giunta Albertini (2) l'assessorato al Decentramento è stato affidato a lui (Gallera) col compito di fare un nuovo Regolamento del Decentramento che attribuisse funzioni specifiche alle zone. L'assessore ha definito questo incarico "una patata bollente", reso ancora più difficile dal fatto che inizialmente non disponeva neppure di personale e di un ufficio centrale del Decentramento.

Tra gli scopi che si è prefisso vi è anche quello di rendere omogenee le nove zone tra loro e di rafforzare il ruolo dei C.d.Z., in particolare con:

1) informazione: la creazione di "Nove" che informa le zone sull'operato svolto al centro e inerente il territorio delle zone;

2) gettoni anche per le Commissioni: per consentire ai consiglieri di dedicare maggiore tempo alla loro attività politica (dimentica di dire che erano previsti da una legge del 1999);

3) stabilire degli ambiti e dei limiti entro cui operano i C.d.Z. in termini di indirizzo, controllo, gestione;

4) infine il problema di quale ruolo attribuire ai C.d.Z.: è stato fatto uno studio comparativo con alcuni dei decentramenti esistenti in altre città italiane. Due i principi su cui ci si basa: 1) erogazione efficiente dei servizi alle zone; 2) riduzione dei costi.

 

Dal confronto con altre città emergono 3 fasce di decentramento:

1) modello Roma: l'assessore ritiene impossibile un confronto con Milano per la diversità di estensione del territorio e del numero degli abitanti;

2) modelli Torino, Genova, Firenze, Bologna: questi paragonabili a Milano;

3) modello Brescia: troppo piccola rispetto a Milano, al decentramento non da poteri ma chiede solo pareri.

 

Per il Decentramento di Milano l'assessore vede un ruolo di "antenna" delle esigenze dei cittadini e di controllo della qualità della vita sul territorio.

Senza la creazione dell'area metropolitana e di ulteriori strutture per il traffico (nuove metropolitane) è impossibile - secondo l'assessore - ipotizzare un decentramento con poteri di municipalità.

Basandosi su queste premesse la Giunta ha approvato a luglio 2002 una Trattazione di Massima in cui ipotizza le funzioni che si vogliono attribuire alle zone.

L'assessore illustra i punti della Trattazione di Massima (vedi file allegato).

 

Conclude sottolineando che il Regolamento del Decentramento vigente (Lucchini) attribuiva molte funzioni alle zone che però sono rimaste solo sulla carta perché non ci si era preoccupati di porre in essere le condizioni necessarie alla sua reale applicazioni. Era quindi solo un regolamento dei sogni. Il nuovo Regolamento del Decentramento, invece, dovrà essere tutto applicabile, per questo sono state eliminate funzioni che non sarebbero state realizzabili.

 

 

 

B - dibattito sul tema con interventi dei consiglieri di zona:

(visto il numero e la vastità degli interventi, gli stessi verranno riassunti in modo estremamente sintetico e schematico. Ove possibile si rimanda alla lettura di testi scritti letti e protocollati, disponibili presso gli uffici di zona)

intervengono i consiglieri:

 

De Allegri (DS): il centrosinistra ha le idee chiare su quale decentramento vuole: a) no a C.d.Z. "antenna", si a municipalità; b) no a confronto con altre città basato su "grandezze omogenee": si al modello Roma; c) si ad una applicazione vera del Regolamento esistente, piuttosto che una riforma che riduce i poteri delle zone; d) nebulosi gli intenti della Giunta nella Trattazione di Massima: sembra che si voglia rendere i C.d.Z. dei centri di costo inutili per poi poterli chiudere.

 

Fumagalli (M): legge un testo scritto strutturato su 10 punti che criticano l'impostazione che la Giunta vuole dare ai C.d.Z. e sottolinea invece i punti che sarebbero indispensabili: 1) un Bilancio di zona autonomo; 2) risorse economiche e di personale adeguate; 3) maggiore potere alla componente politica delle zone.

Visto il contenuto della Trattazione di Massima impostata dalla Giunta, si chiede di applicare il Regolamento oggi esistente.

 

Berti (PRC): deluso per gli scarsi poteri che si intendono attribuire ai C.d.Z.; "la Giunta quando smetterà di prenderci in giro?"

 

Gandolfi (DS): cita la lettera di auguri di Natale che l'assessore aveva spedito a tutti i consiglieri di zona in cui l'assessore auspicava che "il decentramento assuma quel ruolo rilevante che gli compete … certo di avervi al mio fianco".

Si dice deluso della riforma impostata da un ex consigliere di zona e dice che i 360 consiglieri di zona sarebbero certamente stati al suo fianco se avesse davvero voluto combattere una battaglia per una vera riforma del Decentramento nella direzione di una municipalità e di un Bilancio di zona.

L'assessore ha detto di essersi ritrovato "una patata bollente" tra le mani, ed è certamente vero visto che il Sindaco non vuol sentir parlare di Decentramento. In realtà, da quello che si legge nella Trattazione di Massima, "le patate bollenti" i vari assessori le hanno date alle zone delegando cioè quelle funzioni (e solo quelle) che a loro arrecavano solo fastidio (cita alcuni esempi).

L'assessore ha parlato di "efficienza": secondo lui è efficiente ridurre le zone da 20 a 9 senza poi ridisegnare e adeguare la geografia delle altre strutture che interagiscono con la zona, come i comandi della PM e i Distretti Scolastici?

Insufficienti sono i fondi date alle zone e vengono sempre più ridotti.

L'assessore ha detto che il paragone con Roma è improponibile per differenze di estensione di territorio e numero abitanti, ma cosa dire del fatto che la Zona 5 ha circa 123.000 abitanti che sono molti di più della maggior parte dei Comuni italiani, senza però avere i poteri e le risorse (economiche e di personale) dei Comuni.

Chiediamo un vero Decentramento, con poteri di municipalità e un Bilancio proprio.

 

Pioli (LDP): chiede che il parere del C.d.Z. sulle concessioni edilizie sia vincolante

 

D'Ambrosio (AN): plaude al lavoro dell'assessore ma sollecita di più e sottolinea che il paragone col modello di Roma per Milano è possibile.

Necessari anche aumenti di risorse umane e finanziarie. Troppo scarsi i fondi per i CTS.

 

Luccietto (FI): chiede più risorse al potere politico e meno al Direttore di Settore. Annuncia che Forza Italia ha preparato un documento che verrà letto a turno da alcuni consiglieri di FI. Chiedono più poteri alle zone; modifiche alle Leggi Bassanini; modifiche al Titolo V della Costituzione. Inizia a leggere il documento

Zucco (FI) continua la lettura del documento

Longo (FI) continua la lettura del documento

Marzocco (FI) continua la lettura del documento: si a modello di Roma e anche Torino, entrambi meglio della Trattazione di Massima della Giunta.

Gallera - Assessore Decentramento: interrompe Marzocco per precisare che la comparazione tra decentramenti è stata fatta su ciò che realmente viene attuato e non sui testi scritti.

Marzocco (FI) ribatte che il gruppo di FI del C.d.Z. 5 ha invece fatto una comparazione sui testi: "ciò che è scritto ha sempre la possibilità di venire attuato, quello che invece non è scritto in un Regolamento non potrà mai venire applicato".

Luccietto (FI): legge le conclusioni del documento: 1) si a un Bilancio autonomo; 2) poteri reali ai consiglieri di zona; 3) risorse adeguate economiche e di personale; 4) fondi propri della zona; 5) pareri vincolanti per le Concessioni Edilizie.

 

Pavoni (DS): chiede un Consiglio Comunale straordinario sul Decentramento con la presenza dei consiglieri di zona. La proposta della Giunta è minimalista, è necessario valorizzare il decentramento. Troppo pochi 15 giorni per dare un parere sulle concessioni edilizie: è necessario un tempo più lungo e che il parere delle zone sia vincolante e non solo consultivo.

Lamenta il fatto che nessuno chiede alle zone il parere sul Bilancio preventivo. Si a un decentramento/municipalità.

 

Scarano (V): necessario pubblicizzare maggiormente l'attività dei C.d.Z.; si alle municipalità, magari rivedendo il ruolo della Provincia; necessario Bilancio autonomo delle zone.

 

Berdot (DS): non si dice nulla sui campi nomadi; sono stati ridotti i servizi nei CTS; il Teatro Ringhiera è da 4 anni che è inagibile e del Bando non si sa nulla; i fondi del bilancio sono sempre più scarsi e insufficienti.

 

Trimboli (PDCI): la città è diversa da un'azienda. Denuncia l'abbandono delle strutture che ospitavano gli 11 C.d.Z. che ora non esistono più, esempio di centro civico di via Boifava. Uno spreco di risorse pubbliche.

 

Zolla (AN): molte delle funzioni esistono già. Sottolinea la necessità di decentrare concretamente e in modo indipendente dalle Direzioni Centrali. La decisione politica deve prevalere su quella amministrativa a cui deve rimanere solo la funzione di eseguire quello che la componente politica ha deciso. La politica decide e l'amministrativa esegue (e non sovrintende).

 

Rusconi (AN): apprezza sforzo fatto ma sollecita maggiori risorse umane e finanziarie. Vanno distinti meglio i ruoli politici e quelli amministrativi. Contrario a subire la volontà dei Direttori di Settore. Milano è europea, possibile paragone con Barcellona.

La Trattazione di Massima dimentica gli anziani.

Lamenta la mancanza di spazi per i gruppi politici del C.d.Z.

 

Presidente C.d.Z. 5: lamenta il problema della mancanza di spazi per i gruppi politici del C.d.Z. e chiede l'intervento dell'assessore per recuperare una stanza vicino a biblioteca.

 

 

 

C - replica e conclusioni dell'Assessore:

 

Gallera (FI) Assessore al Decentramento: ringrazia per il dibattito serio e puntuale. Sottolinea la difficoltà - a qualsiasi livello - di decentrare funzioni e competenze. Ogni livello tira l'acqua al suo mulino (Regione, Provincia, Comune, C.d.Z.).

Sul Bilancio: le zone hanno il loro bilancio ma ovviamente non può essere autonomo da un budget stabilito al centro: il Sindaco decide le priorità. Per riconquistare una fetta di autonomia dal Direttore di Settore invita i C.d.Z. a fare una delibera a ottobre per stabilire le % delle varie voci del Bilancio.

Campi Nomadi: è stata tolta alle zone.

Teatro Ringhiera: il bando è stato fatto per renderlo agibile. Il Direttore di Settore sa chi ha vinto.

C.T.S.: è stato fatto il monitoraggio di tutte le strutture. Nel prossimo bilancio comunale ci sarà un miliardo di lire (mezzo milione di euro) per la manutenzione dei CTS. In futuro si potrà ragionare per aprirne di nuovi.

Consiglio Comunale su Decentramento: si farà a breve, non spetta a lui decidere chi ci sarà, ma dice di non aver nulla in contrario alla presenza dei consiglieri di zona.

Documento di FI: lo definisce interessante, ma rimane comunque contrario a un "Regolamento delle speranze".

Pareri del C.d.Z. su Concessioni Edilizie: non è possibile un parere vincolante delle zone e non lo ritiene neppure giusto. Anche i consiglieri comunali sono legittimati a rappresentare i cittadini, non solo i consiglieri di zona.

Funzioni delle zone: definite delle competenze esclusive delle zone, ma l'autorevolezza va conquistata. Contrario alle zone come "sportelli". Con le nuove funzioni attribuite alle zone arriveranno anche nuovi fondi.

A volte il ruolo del consigliere di zona è troppo legato al consenso elettorale e alla volontà di accontentare gli elettori.

No alla chiusura dei C.d.Z.

Le competenze potranno crescere quando vi saranno dei risultati positivi.

 

        

Luca Gandolfi - Dottore in Scienze Politiche

c/o Consiglio di Zona 5 - v.le Tibaldi 41  20136 Milano MI

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