a cura di Luca Gandolfi

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Resoconto del Consiglio di Zona 5 del 10/04/2002 straordinario sul Progetto di ristrutturazione dell'ITIS Feltrinelli

 

si tratta di un Consiglio di Zona Straordinario e monotematico dedicato alle problematiche dell'ITIS Feltrinelli e al progetto di ristrutturazione per esso previsto dalla Provincia di Milano. La scaletta della serata è pertanto particolare e stabilita nella riunione dei capigruppo.

 

Sono presenti, oltre ai consiglieri di zona, anche:

- l'Assessore all'Istruzione e all'Edilizia Scolastica della Provincia di Milano - Paola Frassinetti

- i tecnici della Provincia: Dott. Galinella e Arch. Ghezzi

- i consiglieri provinciali: Patrizia Bergami (DS)

- i consiglieri comunali: Tinelli (PRC), Luccini (FI)

 

Appello: 32 presenti (altri arrivano nel corso della seduta)

 

Presidente del C.d.Z. 5: (uscendo dalla scaletta concordata) legge il testo della mozione approvata all'unanimità in Consiglio Comunale sulla questione palestinese.

Berti (PRC): (uscendo dalla scaletta concordata) legge, a nome del suo partito, un documento sulla questione palestinese

 

Presidente del C.d.Z. 5: spiega la scaletta della serata:

a - interventi istituzionali: l'Assessore e i tecnici della Provincia

b - 4 interventi: professori, comitati e preside

c - dibattito in aula: consiglieri di zona e consiglieri comunali e provinciali

d - eventuali repliche di assessore o tecnici della provincia

 

 

 

a1 - intervento dell'Assessore all'Istruzione e all'Edilizia Scolastica della Provincia di Milano, Paola Frassinetti: il progetto di ristrutturazione del Feltrinelli nasce lontano nel tempo e ha subito diverse modifiche. È stato da questa giunta e da altri enti e istituzioni.

Il Feltrinelli necessita di una ristrutturazione, quella prevista dalla provincia costerà 16 milioni di euro (circa 32 miliardi di lire).

L'Assessore afferma di voler eliminare qualsiasi equivoco: quello che verrà costruito sarà una scuola e nient'altro: non una succursale universitaria e non un parcheggio o altro ancora.

 

Il progetto avrà due fasi:

fase 1: la Soprintendenza ai beni culturali ha vincolato la palazzina come bene storico, pertanto essa verrà ristrutturata entro settembre 2002 a un costo di 7,5 miliardi di lire;

fase 2: prevede la demolizione degli altri edifici (certificati dalla soprintendenza) e la costruzione di nuovi per un costo di circa 25 miliardi di lire. Il progetto di questa parte sarà approvato entro dicembre 2002, il progetto esecutivo sarà pronto entro giugno 2003, la fine dei lavori è prevista entro la fine del 2005. Verranno costruiti: un palazzetto sportivo, due palestre attrezzate, un auditorium, una biblioteca, piste sportive esterne, 51 aule, 31 laboratori.

 

L'assessore afferma che lo scopo è una trasformazione della didattica da adeguare ai tempi e alle esigenze del mondo del lavoro.

L'opera è stata condivisa anche dalle opposizioni in Provincia nel lavoro delle commissioni.

 

 

 

a2 - intervento dell'arch. Ghezzi della Provincia di Milano: attraverso la proiezione di diapositive illustra, a grandi linee, il progetto.

Sarà necessario un incontro con il Comune di Milano per quanto concerne i parcheggi di pertinenza poiché il nuovo Regolamento Edilizio del Comune prevede una quota di parcheggi di pertinenza maggiore rispetto a quella da loro prevista in base alle leggi.

Segnala che a causa della futura Metrotranvia Sud non sarà possibile utilizzare l'accesso dell'attuale passo carraio.

 

 

 

a3 - intervento del Dott. Galinella della Provincia di Milano: il progetto è finalizzato a una profonda ristrutturazione del Feltrinelli.

Il progetto prevede anche la creazione di spazi per uso collettivo a beneficio del quartiere circostante.

I vantaggi: 1) l'uso di nuova alta tecnologia permetterà anche un risparmio energetico; 2) con una volumetria invariata si è riusciti ad aumentare la superficie disponibile (da 18.000 mq a 20.000 mq).

 

 

 

B1 - intervento della Prof.ssa Pinuccia Virgilio del ITIS Feltrinelli: lamenta l'elusione di alcuni problemi come: lo snaturamento della palazzina che sarà adibita a soli uffici; la stecca "ridotta" è insufficiente; poco spazio per i macchinari; non è prevista un'aula magna.

Chiede inoltre dove andranno gli studenti negli anni in cui si svolgeranno i lavori, e maggiori certezze sulla tempistica degli stessi, visto il continuo slittamento della fine dei lavori alla palazzina (maggio, giugno e ora settembre). Necessaria una continuità per l'insegnamento.

Contraria all'abbattimento perché si distruggerebbe una didattica "storica", il tutto per creare una "misera stecca".

 

 

 

B2 - intervento del Prof. Luciano Volonterio del ITIS Feltrinelli: sottolinea l'importanza storica del Feltrinelli e l'unicità di alcuni laboratori e officine.

Demolendo i capannoni si distruggerà la peculiarità ITIS Feltrinelli con le sue specializzazioni uniche come la termotecnica e l'aeronautica.

Contrario a ridurre gli spazi per specializzazioni come la termodinamica, così importante per l'ecologia e l'ambiente.

Nei capannoni sono conservati i lavori fatti dagli studenti e alcuni macchinari storici. Un patrimoni che andrebbe disperso.

I macchinari necessitano di spazi ambi per motivi di sicurezza, di aria e di rumore.

Favorevole a una vera ristrutturazione con adeguamento strutturale e normativo dei capannoni, ma contrario alla loro distruzione. Ricorda il progetto dei quattro laureati del politecnico.

 

 

 

B3 - intervento del Sig. Franchina del Comitato Baravalle: smentisce che le decisioni siano già state prese da tutti. Denuncia una scarsa informazione e confronto con gli interessati. Necessaria trasparenza.

Chiede dove siano finiti alcuni macchinari e che fine abbiano fatto gli archivi e i documenti in essi contenuti.

 

 

 

B4 - intervento della Prof.ssa Bottero del Politecnico di Milano: ricorda il progetto sviluppato in due anni dai laureati del Politecnico: non alterava la struttura esistente; era attento alla storia della zona; si integrava con il quartiere.

L'ITIS Feltrinelli è un patrimonio da recuperare, non da abbattere.

Nel progetto della provincia manca l'inserimento in un contesto urbano.

 

 

 

B5 - intervento Preside del ITIS Feltrinelli, Prof. Agostino Miele: è contento di aver sentito che "il Feltrinelli rimane il Feltrinelli". Ricorda i suoi continui incontri con la Provincia per far si che le aule si adattino alle esigenze della scuola.

I lavori comporteranno un periodo di tre anni di emergenza che va governata e gestita con progetti didattici che stabiliscano quali macchinari poter usare.

"L'archivio" non erano altro che degli armadi con documenti confusi e disordinati. Sarà necessario chiedere ad un archivista di riordinare tutto alla fine dei lavori della palazzina.

Le decisioni non sono state "personali", ma sempre condivise con il Consiglio d'Istituto e i tecnici delle varie discipline.

Una recente visita dell'ASL per un grave atto di vandalismo aveva stabilito che alcuni macchinari erano da rottamare, mentre alcune sale erano fatiscenti.

 

 

 

Replica del Dott. Galinella della Provincia di Milano: a parità di volumetria complessiva, la superficie aumenterà da 18.000 mq a 20.000 mq.

La Provincia si è confrontata con tutte le istituzioni competenti, ma non con i comitati spontanei.

la Soprintendenza ai beni culturali ha stabilito che solo la palazzina è "storica", ma non i capannoni. Il patrimonio è da recuperare solo se è recuperabile: i capannoni non sono recuperabili.

Conferma che lo scopo è fare un Feltrinelli al passo con i tempi.

 

 

 

C - dibattito in aula: intervengono i consiglieri di zona, i consiglieri comunali e provinciali:

Patrizia Bergami (DS consigliera Provincia): rimangono aspetti da chiarire. La creazione partecipata dei progetti deve coinvolgere anche chi userà la scuola. Ha visto uno scontro tra scuole di pensiero architettonico: no allo scontro, si a un incontro.

Berti (PRC) deluso da esposizione della Provincia, preferiva il progetto degli studenti. Il progetto didattico deve precedere e condizionare l'architettura, non viceversa.

Chiede le ragioni per cui la Provincia non si è confrontata con il progetto del Politecnico. Perché demolire i capannoni? Esiste uno studio tecnico che rende necessaria la loro demolizione?

Apuzzo (LDP) il progetto del Politecnico ristrutturava l'esistente, perché non utilizzarlo. Chi ha chiesto tutte le strutture sportive previste nel progetto della Provincia?

Armanini (PRC) scarsa informazione. Chiede conferma al fatto che la proprietà del Feltrinelli è dell'EMIT.

Luccini (FI cons. comunale - membro CdA EMIT)

Viene interrotto all'inizio del suo intervento dal consigliere Muzzana che denuncia il fatto che Luccini sia membro dell'EMIT, proprietaria del Feltrinelli e quindi la sussistenza di un conflitto di interessi.

Luccini (FI cons. comunale - membro CdA EMIT) spiega che (cito) "non sono socio o proprietari dell'EMIT, ma solo membro del CdA dell'EMIT. L'EMIT è una fondazione no profit". Il progetto della provincia ha avuto una gestazione di 10 anni ed è passato attraverso diversi colori politici della provincia. I pareri di dissenso sentiti in aula, pur legittimi, non rappresentano il pensiero di tutto il Feltrinelli. Il progetto del politecnico poteva partecipare a una gara pubblica. Il futuro del Feltrinelli non è, e non deve essere, di destra o di sinistra.

Fumagalli (Margh.) l'EMIT ha dato l'uso gratuito del Feltrinelli per 25 anni, ma per il futuro? L'auditorium e la palestra per chi sono? Smentisce Luccini: non è stata fatta nessuna gara. Non tutte le istituzioni sono state coinvolte: il C.d.Z. non è stato interpellato e il C.d.Z. rappresenta bene la volontà del quartiere. All'assessore chiede uno stop per capire meglio.

Scarano (Verdi) pone una serie di domande tecniche.

Muzzana (Margh.) i 24 miliardi di lire investiti sul Feltrinelli rimangono all'EMIT che nulla ha fatto per impedire il tracollo del Feltrinelli di questi ultimi anni. Col cambiamento scompariranno alcune specializzazioni utili all'industria come la metalmeccanica.

Revelli (FI) pone varie questioni.

Zucco (FI) non è possibile confrontare un progetto esecutivo della provincia con una pur valida tesi di laurea di 4 studenti del Politecnico. Ricorda che esiste in data 20/02/2000 una relazione di Marzocco su un incontro in Provincia sul Feltrinelli.

Tinelli (PRC cons. comunale) conferma che almeno per ora non c'è per Luccini, legalmente parlando, nessun conflitto di interessi, ma non si può negare una possibile influenza politica.

Le gare pubbliche, di fatto, assegnano l'appalto a chi ha potenza e fama, non al progetto migliore.

Il progetto della Provincia è interessante: ma chi gestirà gli spazi pubblici? Vista l'esperienza negativa della Milanosport negli impianti sportivi del comune di Milano.

La didattica deve precedere il progetto architettonico. Contrario a cancellare il valore storico.

De Allegri (DS) chiede copia della gara d'appalto e relativa documentazione; e la relazione tecnica che stabilisce che si tratta di edifici fatiscenti. Chiede il coinvolgimento del C.d.Z. al progetto della Provincia.

Luccini (FI cons. comunale - membro CdA EMIT) precisa che non ha detto che c'è stata una gara.

D'Ambrosio (AN) cita la Legge Merloni per le gare d'appalto. Chiede che vi siano specializzazioni rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro.

 

 

 

d - repliche di assessore o tecnici della Provincia

 

d1 - replica del Preside del ITIS Feltrinelli, Prof. Agostino Miele: precisa cosa intendeva con l'uso del termine "progetto didattico": 1) la gestione della fase di emergenza dei lavori e l'uso dei macchinari presenti; 2) l'uso ottimale delle nuove strutture quando saranno pronte.

Nulla vieta l'introduzione di altre specializzazioni rispetto a quelle oggi esistenti.

 

 

 

d2 - replica del Dott. Galinella della Provincia di Milano: il progetto della provincia ha dato attuazione alle esigenze espresse a suo tempo dalla scuola. Le strutture che verranno create - contrariamente a quelle esistenti oggi - saranno flessibili e quindi pronte a diversi usi ed esigenze mutevoli nel tempo.

Il fatto che si trattava di edifici fatiscenti e pericolanti è stato stabilito in occasione di una recente verifica tecnica per atti vandalici.

La Legge Merloni stabilisce che, qualora gli uffici tecnici abbiano altri impegni, si proceda ad una gara pubblica. In questo caso gli uffici tecnici della Provincia si sono assunti l'incarico di sviluppare il progetto. Gli stessi uffici tecnici hanno già progettato e realizzato circa 20 scuole nella provincia di Milano.

 

 

 

d3 - replica e conclusioni dell'Assessore all'Istruzione e all'Edilizia Scolastica della Provincia di Milano, Paola Frassinetti: se gli stabili e i capannoni fossero recuperabili, non avrebbe problemi a preferire un restauro dell'esistente senza demolizioni, ma così non è.

La gestione degli impianti sportivi scolastici è affidata a coordinatori scolastici della Provincia, non a privati.

La causa dei ritardi è dovuta a una perizia suppletiva che si è dovuta compiere.

Riconosce l'importanza del C.d.Z. come istituzione vicina ai cittadini. La provincia si trova oggi in C.d.Z. per cercare una partecipazione estesa. Disposta anche ad altre forme di partecipazione.

 

        

Luca Gandolfi - Dottore in Scienze Politiche

c/o Consiglio di Zona 5 - v.le Tibaldi 41  20136 Milano MI

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