Lettera pubblicata su

MILANO Corriere della Sera di giovedì 15/04/2004

 

VIA ANTEGNATI

Degrado e abbandono

Che via Antegnati sia uno dei luoghi preferiti dai drogati lo si può facilmente constatare dal numero impressionante di siringhe usate. A fare compagnia alle siringhe ci sono rifiuti sparsi sui marciapiedi: materassi, pneumatici, una bombola del gas, indumenti, sacchi di immondizia, resti di motorini. Il senso di abbandono aumenta quando si vede la vegetazione che cresce dai marciapiedi.

Una serie di alberelli si erge al limite dove finisce il marciapiede e inizierebbero i posti auto: quasi una «vendetta» che la natura si è presa nei confronti dei parcheggi.

Uno spettacolo deprimente lo ritroviamo anche al termine della via Amidani dove la sterpaglia e i rifiuti hanno invaso anche quella che dovrebbe essere una pista ciclabile, in alcuni tratti impraticabile.

Un triste esempio di periferia abbandonata a se stessa e al degrado.

Luca Gandolfi

  

Il testo originale della lettera:

VIA ANTEGNATI

Periferia e degrado

Nella periferia sud di Milano si trova via Antegnati o, come dice una scritta aggiunta sul cartello, “la via dei drogati”. E che via Antegnati sia uno dei luoghi preferiti da questo tipo di utenza lo si può facilmente constatare dal numero impressionante di siringhe usate che si trovano lungo tutta la via, sui marciapiedi ed in particolare in prossimità di alcune piante.

A fare buona compagnia alle siringhe ci sono rifiuti di ogni genere sparsi qua e la sui marciapiedi: materassi, pneumatici, una bombola del gas, indumenti, scarpe, sacchi di immondizia mai raccolta, resti di motorini e altro ancora.

Il senso di abbandono di questo angolo di periferia aumenta quando si vede la vegetazione incolta e selvaggia che cresce dai marciapiedi e invade anche gli spazi che sarebbero dovuti essere adibiti a posteggio di auto. Una serie di alberelli (ben più grandi e rigogliosi di quelli che solitamente il Comune pianta) si erge proprio al limite dove finisce il marciapiede e inizierebbero i posti auto: quasi una “vendetta” che la natura si è presa nei confronti dei parcheggi.

Uno spettacolo deprimente lo ritroviamo anche poco distante, al termine della parallela via Amidani (in prossimità dell’incrocio con via Gabussi) dove la sterpaglia selvaggia e i rifiuti hanno invaso anche quella che dovrebbe essere una pista ciclabile, che in alcuni tratti risulta impraticabile.

Un triste esempio di periferia abbandonata a sé stessa e al degrado.

Luca Gandolfi

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