Maggio 2001

Articolo Only on line

di Luca Gandolfi

Quartieri popolari della Zona 5:

STADERA, GRATOSOGLIO E SPAVENTA:

ASPETTA E SPERA

Dopo due anni circa di attività del Consiglio di Zona e dopo quattro di amministrazione della Giunta Albertini vediamo di tirare le somme e vedere cosa è stato fatto (o non è stato fatto) per migliorare la situazione di degrado presente in molti dei quartieri popolari della Zona 5.

Per quanto concerne il Consiglio di Zona, grande è stato l'impegno profuso dai DS, sempre attenti a denunciare le varie situazioni di degrado presenti allo Stadera, al Gratosoglio e allo Spaventa, proponendo spesso delle soluzioni concrete.

In alcuni casi ciò ha portato a dei risultati tangibili.

Allo Stadera sono state eliminate alcune barriere architettoniche (via Neera 11), cambiate le caselle della posta, ripuliti alcuni cortili che erano divenuti delle vere e proprie discariche a cielo aperto, risolto il problema di un androne di via Barrili che era divenuto l'alcova di incontri a luci rosse e deposito di siringhe usate.

Al Gratosoglio sono state rimosse - dopo anni - alcune auto abbandonate e denunciate alcune clamorose situazioni di degrado.

Purtroppo i problemi più grossi rimangono insoluti.

Al Quartiere Stadera si continua ad aspettare l'inizio del Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) dell'Aler, approvato dalla Giunta del Comune di Milano nell'ormai lontano 16 febbraio 1999. Un progetto la cui attuazione è attesa con ansia non solo da chi abita nel quartiere, ma anche dagli altri cittadini della zona perché riqualificherebbe una delle aree di maggior degrado abitativo e sociale di tutta Milano.

L'inizio dei lavori avrebbe dovuto avvenire nel corso del 2000, ma qui nessuno ha ancora visto niente. Non vi è traccia dei lavori previsti ai "Labirinti" (dovevano essere i primi); come pure nulla si è visto per la realizzazione dei 170 posti auto e dei 40 box (anche questi dovevano partire nel 2000); niente neppure per tutti gli altri lavori di ristrutturazione previsti.

Se allo Stadera si aspetta il PRU, al quartiere Spaventa ci si chiede quando avranno inizio i lavori del Contratto di Quartiere finanziato in gran parte con i soldi dello Stato, concessi grazie all'intervento diretto dell'allora premier Massimo D'Alema.

Per entrambi i casi ci chiediamo cosa si aspetta a iniziare i lavori? Ormai siamo a maggio 2001. I cittadini sono stufi di aspettare, vogliono fatti concreti!

Al Gratosoglio i muri esterni sono talmente rovinati che tra poco potremo osservare anche l'interno degli appartamenti da fuori!

Ogni volta che piove, i residenti si ritrovano la casa allagata: praticamente sono dei costanti "alluvionati". Le scale e le abitazioni hanno infiltrazioni di umidità da tutte le parti.

Le porte degli ascensori di molti stabili si aprono nel verso sbagliato divenendo una barriera architettonica per i disabili e spesso anche per molti normodotati.

Le cantine sono in una condizione indescrivibile.

Il "panorama" del Gratosoglio offre anche la vista di molti ferri arrugginiti che fuoriescono dai muri: dovevano essere la struttura portante, quella che aiuta a tenere su le case!

Le strade e i marciapiedi sono sconnessi a causa della crescita abnorme delle radici di alcuni alberi e della mancata manutenzione.

Tutto ciò è il risultato di più di 30 anni di mancata manutenzione e di tardivi interventi "tampone" che non sono altro che una goccia nel mare del degrado presente al Gratosoglio.

In tutti e tre i quartieri la situazione di degrado abitativo o sociale è ben lontano dall'essere risolta.

Dei tre attori principali - Aler, Comune, Regione - è sicuramente il Comune di Milano quello su cui ricadono le colpe più gravi.

Gli assessori del Comune di Milano - Lupi (Urbanistica) e De Corato (Edilizia Residenziale Pubblica e Lavori Pubblici) - oltre a non essersi mai fatti vedere alle varie assemblee pubbliche che si sono svolte sul tema, hanno anche disertato le riunioni del "tavolo di concertazione permanente" attivato dalla Regione sui problemi dei quartieri popolari.

Un segnale inequivocabile dello scarso interesse della Giunta Albertini per le zone degradate della nostra città.

È inconcepibile ed inammissibile che nel 2001 in una metropoli europea come Milano possano ancora esistere delle situazioni di degrado come quelle presenti allo Stadera, al Gratosoglio e purtroppo anche in molti altri quartieri popolari di Milano. È un segno di grave inciviltà amministrativa e di scarsa sensibilità umana. Non è possibile che questa situazione si protragga ancora nel tempo. È necessario un impegno forte da parte della Regione e del Comune. Non è più accettabile sentir dire che "i soldi non ci sono".

Se è vero che la politica è fatta di priorità, la questione del degrado dei quartieri popolari deve avere la priorità assoluta!

Il centrodestra, in questi quattro anni in cui ha governato Milano, ha dimostrato in modo chiaro ed inequivocabile un totale disinteresse per i problemi dei quartieri popolari e dei cittadini che vi abitano.

Dopo tante promesse non mantenute, la credibilità del centrodestra presso coloro che abitano questi quartieri si è ridotta praticamente a zero.

 

Luca Gandolfi

Consigliere di Zona 5 - DS

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