Milanosud - Anno VII  N° 11 - Dicembre 2003 - pag. 17                             

Una "strana" mozione che chiede ciò che è già stato deciso

Aree cani in arrivo, ma qualcuno fa il furbo 

Aree cani, seconda puntata. Proseguiamo nel discorso che avevamo iniziato nel numero di novembre di Milanosud in cui si era detto del documento emerso dal lavoro comune di maggioranza e opposizione nella Commissione Ambiente del 13 ottobre 2003 ed in cui – lo ricordiamo - si chiedeva: la creazione di un’area cani in piazza Trento (previo parere tecnico); si sollecitava la creazione di un’area cani nei giardini tra via Boeri e via Aicardo (che già ha avuto il parere favorevole dei tecnici e pare essere tra i primi interventi in programma); e si chiedeva, infine, il ripristino dell’area cani di via Don Rodrigo, di recente smantellata dai lavori.

Il documento era poi stato iscritto al punto 9 dei lavori del Consiglio di Zona 5 del 20.11.2003 e recepiva anche una ulteriore richiesta fatta da un gruppo di cittadini che erano intervenuti nel C.d.Z. 5 del 06.11.2003 per chiedere un’area cani anche per i giardini di viale G. da Cermenate.

Fin qui tutto bene, anzi ancora meglio se si pensa che nel frattempo veniva confermato che a breve (gennaio 2004 o addirittura prima) dovrebbero partire i lavori per la creazione di circa una decina di nuove aree cani nella nostra zona.

Tutto bene, insomma? Pareva proprio di sì, almeno fino a quando il consigliere Caime (FI), durante il C.d.Z. 5 del 20.11.2003, presentava una sedicente “Mozione Urgente” firmata da lui e dalla sola consigliera Viverit (FI) in cui veniva fatta la richiesta di un’area cani per i giardini di via Boeri/Aicardo e per quelli di via Cermenate. Qualche giorno prima la stessa mozione era stata fatta affiggere nelle bacheche delle scale di alcuni condomini di via Boeri.

Fermo restando che siamo tutti d’accordo su tali richieste – ma questo lo sapevamo già da tempo, visto il lavoro fatto di comune accordo in Commissione Ambiente – ci sentiamo in dovere di sottolineare una grave scorrettezza di metodo, talmente grave da risultare addirittura sconcertante.

La domanda sorge spontanea: per quale ragione due consiglieri devono presentare a proprio nome e diffondere per la zona una mozione il cui contenuto è già all’interno di un documento iscritto all’ordine del giorno del C.d.Z. dopo essere stato ampiamente discusso e approvato quasi all’unanimità in Commissione? La risposta è molto semplice, diremmo ovvia: vogliono attribuirsi i meriti di un risultato che si sta per ottenere.

E non vogliamo qui rivendicare solo i meriti del CentroSinistra, che pure può documentare nel corso di questi anni numerose richieste di aree cani, tra cui ricordiamo una istanza del 11.10.2002 (più di un anno fa) in cui si chiedeva proprio un’area cani per i giardini tra via Boeri e via Aicardo (con annessa raccolta di firme).

Con la mozione Caime/Viverit si è insultato lo stesso lavoro portato avanti dalla Commissione Ambiente di zona di cui, per altro, Caime e Viverit fanno parte (percui non possono neppure accampare la scusante di non sapere che la Commissione su quegli argomenti aveva già prodotto un documento comune su cui vi era accordo tra maggioranza e opposizione).

Che la scorrettezza fosse d’avvero enorme lo si evince anche dal fatto che i due consiglieri sono stati lasciati da soli in questa loro iniziativa personale, poiché nessun altro consigliere di maggioranza ha sottoscritto tale testo, consapevoli che ve ne era uno addirittura più ampio e documentato iscritto all’ordine dei lavori del C.d.Z. 5 e che nasceva dai lavori della Commissione. La mancata sottoscrizione di tale mozione da parte di altri consiglieri ha fatto sì che tale mozione non potesse neppure fregiarsi della definizione di “urgente”, aggettivo che spetta invece a tutte quelle mozioni che vengono sottoscritte “dalla maggioranza assoluta dei consiglieri presenti” (Art. 5, punto 4, del Regolamento Interno) e che consente di metterla in votazione come ultimo punto nello stesso C.d.Z. in cui viene presentata.

Insomma, una vicenda che lascia l’amaro in bocca e che è un triste esempio del peggior modo di fare politica.

Luca Gandolfi

Consigliere di Zona 5 (indipendente di CenstroSinistra)

info@lucagandolfi.it

    

Considerazioni dell’ultima ora: gli ulteriori sviluppi e i comportamenti tenuti dai due consiglieri di FI ci spingono a fare delle nette distinzioni tra le colpe da imputare ai due. Se da un lato è emersa una colpa minore da parte della consigliera Viverit che ha probabilmente sottoscritto un po’ troppo frettolosamente e ingenuamente la mozione preparata dal suo collega di partito; dall’altro lato sono invece emerse in modo chiaro le poco corrette intenzioni di Caime. Del resto ci doveva pur essere qualche ragione se il nominativo di Caime era stato uno dei pochi su cui il Sindaco Albertini aveva posto il veto al momento della presentazione delle liste di Forza Italia per le candidature per il Consiglio Comunale alle ultime elezioni.

 

l titolo originale dell'articolo era:

Aree cani: la scorrettezza di Caime